Il Cade approva l’espansione dell’accordo tra Vivo e Tim
Il Consiglio Amministrativo di Difesa Economica (Cade) ha recentemente dato il via libera all’espansione dell’accordo di condivisione delle reti tra Vivo (Telefónica) e Tim. Questa decisione, presa il 22 ottobre, consentirà una maggiore cooperazione nelle tecnologie 2G, 3G e 4G.
Dettagli dell’accordo
L’accordo si basa su contratti già esistenti tra le due aziende, risalenti al 2019, e prevede un ampliamento del raggio d’azione, correggendo incompatibilità tecniche e includendo nuovi comuni. Tuttavia, l’espansione è soggetta a un Accordo di Controllo delle Concentrazioni (ACC) per mitigare i rischi per la concorrenza.
Obblighi e condizioni imposti dal Cade
Il Cade ha imposto limitazioni sul numero di comuni coinvolti e ha richiesto trasparenza da parte delle aziende. Le operatrici devono pubblicare la lista dei comuni interessati e garantire la qualità del servizio, evitando peggioramenti. Inoltre, saranno sottoposte a monitoraggio continuo da parte del Cade, che potrà avvalersi del supporto tecnico dell’Anatel.
Critiche e preoccupazioni del mercato
La decisione ha suscitato forti critiche da parte di associazioni di categoria, che hanno espresso preoccupazioni riguardo a una possibile concentrazione del mercato e all’accesso a informazioni sensibili. Alcuni hanno sostenuto che l’accordo potrebbe disincentivare l’innovazione e creare un ‘club’ che esclude i piccoli operatori.
Implicazioni per il settore delle telecomunicazioni
La strategia di condivisione delle reti, nota come RAN sharing, è comune tra i principali operatori per ottimizzare i costi. Tuttavia, è sempre monitorata attentamente dagli enti regolatori. Attualmente, Tim, Vivo e Claro dominano il 95% del mercato brasiliano, il che solleva interrogativi sulla concorrenza nel settore.
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